Per la mostra “Chi Vespa… Ottanta artisti contemporanei per gli ottant’anni della Vespa” (curata da Filippo Lotti) ho realizzato un’opera dedicata alla sua storia visiva, che non fosse soltanto un omaggio a un mezzo iconico, ma anche alla mia formazione artistica e professionale.
La mostra, al PALP di Pontedera con inaugurazione SABATO 28 MARZO alle ore 18, non celebra soltanto soltanto la nascita di un prodotto italiano di successo: è stata per intere generazioni un segno di libertà, di mobilità e di modernità. Per molti italiani è stata la prima forma di indipendenza, il primo viaggio, la prima avventura.
Per me, oltre a questo, la Vespa è legata anche a un momento molto preciso della mia vita: il mio debutto nel mondo del lavoro. All’età di vent’anni ebbi infatti la fortuna di entrare nell’agenzia pubblicitaria Leader di Firenze, un luogo che per me rappresentò molto più di un semplice ambiente professionale. Fu un vero laboratorio creativo, una sorta di bottega contemporanea dove le arti visive, la grafica e la comunicazione si incontravano con la cultura dell’epoca. Fu lì che ho capito in quanti modi il talento artistico poteva diventare una vera professione, oltre che la passione di una vita.

Una bottega moderna, come nel Rinascimento
Ripensandoci oggi, quell’esperienza aveva qualcosa di sorprendentemente simile alle antiche botteghe artistiche del primo Rinascimento fiorentino. In quelle botteghe si imparava osservando, lavorando accanto ai maestri, partecipando alla realizzazione delle opere e assorbendo lentamente uno stile, una visione e una disciplina professionale.
Allo stesso modo, nelle agenzie creative degli anni Settanta e Ottanta si imparava il mestiere vivendo dentro il processo creativo: dalle idee alle campagne pubblicitarie, dal disegno alla fotografia, dalla grafica alla comunicazione visiva. Le agenzie erano, in un certo senso, le nuove botteghe dell’arte contemporanea, luoghi in cui la creatività incontrava la cultura popolare e i linguaggi della comunicazione di massa. Non a caso proprio dalla pubblicità nacque una delle rivoluzioni visive più importanti del Novecento: la Pop Art.

Quando la pubblicità diventava arte
Negli Stati Uniti degli anni Sessanta furono proprio il linguaggio della pubblicità e dell’industria culturale a influenzare artisti come Andy Warhol, Roy Lichtenstein e James Rosenquist, trasformando la grafica commerciale in una nuova forma di espressione artistica.
Anche in Italia, seppure in modo diverso, la pubblicità fu un terreno fertile per l’innovazione visiva. Torino con Armando Testa, Milano con le grandi agenzie della comunicazione e Firenze con realtà creative meno note ma estremamente vivaci contribuirono alla nascita di uno stile visivo nuovo, moderno e profondamente legato alla cultura del design italiano.
In questo contesto si inserisce anche l’esperienza dell’agenzia Leader di Firenze, fondata da Pico Tamburini e guidata nella direzione creativa da Gilberto Filippetti. Fu proprio in quell’ambiente che nacquero alcune delle campagne pubblicitarie dedicate alla Vespa Piaggio, immagini capaci di raccontare lo spirito di un’epoca fatta di entusiasmo, movimento e fiducia nel futuro.

La Vespa come simbolo culturale
La Vespa non è mai stata soltanto uno scooter. Fin dalla sua nascita nel 1946, progettata da Corradino D’Ascanio, rappresentò una rivoluzione nella mobilità individuale e divenne rapidamente un oggetto di culto.
Nel cinema, nella pubblicità e nell’immaginario collettivo, la Vespa incarnava l’idea stessa di Italia moderna, elegante e dinamica. Pensiamo alle immagini di Vacanze Romane, alle campagne pubblicitarie degli anni Sessanta e Settanta, ai poster e alle fotografie che hanno reso questo veicolo uno dei simboli più riconoscibili del design italiano nel mondo.
Non sorprende quindi che molti artisti, illustratori e designer abbiano scelto la Vespa come soggetto visivo, trasformandola in icona grafica e culturale.

Un omaggio personale
L’opera che presento in questa mostra nasce dunque da un doppio desiderio. Da una parte celebrare la Vespa, uno degli oggetti più emblematici della cultura visiva italiana del dopoguerra. Dall’altra rendere omaggio a quel luogo e a quelle persone che hanno rappresentato per me una vera scuola: l’agenzia Leader di Firenze e i maestri della comunicazione visiva che ho avuto la fortuna di incontrare in quegli anni.
A loro dedico idealmente questo lavoro. Attraverso la figura della Vespa ho voluto evocare non solo un oggetto, ma un intero clima culturale, quello che ha accompagnato la rinascita dello stile italiano tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta. Un periodo in cui grafica, design, pubblicità e arti visive dialogavano continuamente, contribuendo a costruire l’immagine di un’Italia creativa, elegante e innovativa.
Quell’energia creativa, quell’idea di comunicazione come forma d’arte applicata alla vita quotidiana, rimane ancora oggi una delle eredità più affascinanti della cultura visiva italiana. E forse, proprio come la Vespa, continua a viaggiare nel tempo.

La mostra
“Chi Vespa… Ottanta artisti contemporanei per gli ottant’anni della Vespa” al PALP di Pontedera, dal 28 marzo al 28 giugno 2026. Inaugurazione SABATO 28 MARZO ore 18. Si ringraziano il curatore Filippo Lotti e l’Agenzia Leader di Firenze per i materiali iconografici del suo archivio storico.
